Mi chiamo Ivan Ceci, sono nato a Roma e da diversi anni dedico la mia vita a un cammino che unisce il suono, la natura e la memoria storica. La mia passione nasce da un legame profondo con la cultura dei popoli Lakota Sioux, un interesse che col tempo si è trasformato in una missione: far conoscere in Italia la storia, la spiritualità e i benefici del flauto indigeno nordamericano.
Il mio approccio a questi strumenti, inizialmente musicale, è maturato nel tempo nel desiderio di diventarne io stesso artefice. Così, nel 2025, ho avviato la produzione di flauti in stile tradizionale Lakota. La scelta di prediligere legni e metodi costruttivi fedeli alla tradizione deriva dalla volontà di rispettare un’eredità culturale che oggi più che mai abbiamo il dovere di preservare. Costruire un flauto, per me, non significa solo creare uno strumento musicale, ma onorare la memoria dei popoli nativi donando voce e anima a un frammento di natura.
Oltre alla costruzione, dedico gran parte del mio impegno alla divulgazione, curando workshop e concerti in tutta Italia per far risuonare l’autentico canto del flauto nativo. Questo desiderio di condivisione mi ha portato, nel 2023, a fondare il primo Flute Circle italiano. Si tratta di un progetto pioniere, creato per riunire gli appassionati idel flauto nativo americano in un’esperienza di condivisione collettiva e colmare un vuoto nel panorama culturale e musicale del nostro Paese.
La mia ricerca mi ha portato inoltre a esplorare, come musicista, territori di confine, come i concerti interspecie, dove il suono del flauto nativo americano si fonde in un’esperienza di comunicazione sonora con le piante e gli alberi. È un dialogo che supera i confini tra le specie e aiuta le persone a sperimentare, attraverso la musica, quella connessione profonda con il mondo naturale su cui si fonda la spiritualità dei popoli nativi.
Autore di due album di meditazioni sonore pubblicati nel 2023, cerco di offrire, attraverso il suono del flauto, un supporto a chiunque ricerchi equilibrio e pace interiore. Per me, il flauto nativo americano non è un semplice oggetto di legno, ma un compagno di viaggio che ci riporta all’essenziale, riconnettendoci con le radici della Terra e con la profonda tradizione spirituale dei popoli indigeni del Nord America.


