Mi chiamo Ivan Ceci. Sono nato a Roma nel 1978 e dal 2021 mi dedico attivamente alla ricerca e alla divulgazione delle tradizioni musicali dei popoli nativi del Nord America, attraverso lo studio e la pratica del flauto indigeno nordamericano.
Il mio interesse verso questo strumento è stato fin da subito molto forte. Dopo averne studiato e appreso il linguaggio e le potenzialità espressive, ho iniziato ad avvertire rapidamente l’esigenza di imparare a realizzarne uno con le mie mani. Dopo i primi esemplari realizzati con materiali sintetici, agli inizi del 2025 ho avviato la costruzione artigianale di flauti nativi in legno secondo la tradizione dei flauti storici Lakota Sioux, la cui estetica e timbrica peculiare mi hanno da sempre affascinato. Ogni esemplare che realizzo nel mio laboratorio, attraverso l’utilizzo di materali e tecniche tradizionali, rappresenta per me un atto concreto di rispetto e di salvaguardia nei confronti di una eredità culturale che oggi più che mai abbiamo il dovere di preservare.
Alla costruzione di questi strumenti amo poi affiancare inoltre l’attività di insegnamento e quella concertistica . Dal 2022 sono registrato ufficialmente come istruttore di flauto nativo americano presso la World Flute Society. Attraverso corsi, workshop di gruppo, conferenze e concerti mi impegno a diffondere la conoscenza e la tradizione di questo strumento nel nostro paese. Nel 2023, ho fondato il primo Flute Circle italiano dedicato al flauto nativo americano: una community dove appassionati di tutte le regioni oggi possono condividere e scambiarsi gratuitamente conoscenze, esperienze e informazioni su questi strumenti.
Nel 2023 ho pubblicato due album di meditazioni sonore con il suono del flauto nativo americano accompagnato da suoni della natura, pensati per accompagnare l’ascoltatore in un viaggio interiore di rilassamento e benessere. Entro il 2027 è prevista la pubblicazione di un nuovo album contenente una raccolta di melodie tradizionali Sioux eseguite con i flauti da me realizzati.
Parallelamente allo studio tradizionale, amo esplorare i confini della sperimentazione acustica attraverso i concerti interspecie con le piante e con gli alberi. In queste performance, le frequenze del flauto dialogano e si intrecciano in tempo reale con il mondo vegetale, creando un’armonia sonora inedita e affascinante. Questi concerti sono un modo per riscoprire e far sperimentare alle persone, attraverso la musica, quella sacra connessione con la Natura che era – ed è tuttora – il pilastro della vita spirituale dei popoli nativi.
Dal 2025 ricopro il ruolo di socio consigliere dell’associazione Wambli Gleska, una organizzazione culturale senza fini di lucro ufficialmente riconosciuta dall’ONU come ONG che si occupa dal 1995 di promuovere in Italia la cultura Lakota operando su mandato espresso del Consiglio Tribale dei Lakota di Rosebud (Sud Dakota), del suo Presidente e del Consiglio degli Anziani.
Rivestire questo ruolo è per me un grande onore e una responsabilità perché mi consente di contribuire attivamente a portare in Italia la testimonianza autentica dei Lakota Sioux, diffondendo nel nostro Paese e in Europa la ricchezza della loro cultura tradizionale attraverso il linguaggio universale della musica.




